
di Sadio N'deye Fall - Responsabile Anolf Giovani di Padova
Mi chiamo Sadio, ho 24 anni, sono senegalese e vengo da Ponso, provincia di Padova. Sono venuta in Italia all’età di 6 anni. Ovviamente son venuta tramite il ricongiungimento familiare assieme a mia madre e mio fratello per vivere con mio padre in Italia. In Italia son nati anche altri 3 miei fratelli. Prima di venire non avevo aspettative o curiosità particolari perché non ho scelto di venire, mi interessava solo riabbracciare mio papà.
Appena arrivata mi hanno iscritta alla prima elementare dove ho iniziato a masticare un po’ di italiano. Nel giro di pochi mesi parlavo e chiacchieravo con i miei compagni e compagne di classe, con alcune son nate amicizie che continuano fino ad adesso.
La scuola è stata un luogo importante per inserirmi ed esser parte della cittadinanza del mio comune veneto dove problemi di integrazione non ci sono stati, anche perché essendo un piccolo paese è più facile conoscersi. Ho sempre partecipato ad attività che si svolgevano con i miei coetanei, dallo sport ai campi scuola con la parrocchia. Non mi dimenticherò mai le settimane di campi scuola in montagna dove ho imparato molte canzoni e preghiere cristiane benché fossi ( e lo sono ancora) musulmana e non pregassi con loro…così mi capita talvolta che sentirle cantare dai ragazzi dell’ACR(azione cattolica ragazzi) mi vengono in mente tutti quei bei momenti passati con gli amici ,gli animatori e il parroco. Fortunatamente ho sempre amato i libri e questo mi ha consentito di aver successo negli studi a partire dalle elementari. Adorabili e bravissime le mie maestre che nel 1992 benché non fossero per nulla preparate ad accogliere studenti stranieri mi han insegnato più che bene l’italiano, la storia e la matematica, mi ricordo bene i loro nomi la maestra Emanuela, la maestra Maristella e la maestra Manuela. Dopo le medie sono andata al liceo scientifico. Il liceo è stato un banco di prova non tanto per latino o matematica ma perché ho iniziato da lì a domandarmi sulla mia identità: italiana o senegalese. Prima non mi ponevo questi dubbi in quanto nessuno me lo faceva notare nella realtà piccola del paese dove oramai ci conoscevano tutti. Il liceo era in una cittadina più grande con persone che non conoscevo e lì ho notato la diffidenza dei giovani degli altri istituti superiori verso lo straniero che forse a 6 anni non ero in grado di percepire ancora, fortunatamente mi son fatta lo stesso le mie amicizie e mi son sempre trovata bene con i miei compagni di classe. Sinceramente non sono cresciuta in un ambiente intollerante ma purtroppo episodi di razzismo non son mancati. Mi ricordo di una gita a Venezia, all’epoca avevo 10 anni, stavamo camminando tra i calli ed abbiamo incrociato una altra scolaresca in cui un bambino vedendomi mi ha detto sbeffeggiando ‘‘ una negra ’’; nonostante che le mie compagne mi abbiano subito difesa e consolata quell’episodio mi ha fatto star malissimo perché in quei momenti ti fan sentire che il colore della tua pelle non è una qualità come avere occhi azzurri o capelli rossi ma è un difetto che ti identifica come un diverso e basta. Successivamente alle superiori ne ho avuto uno ma penso che quel protagonista non merita la mia attenzione. Approdata con entusiasmo all’università di Padova, nella facoltà di giurisprudenza, mi destreggio tra codice civile e manuali di diritto penale. Lo studio per me è fondamentale per 3 ordini di ragione. La prima perché mi piace studiare e son curiosa. La seconda è per riscattare i miei genitori che tanto han faticato in questo paese sostenendomi e contribuendo sempre ai miei studi. La terza è per dimostrare a coloro che considerano l’immigrato solo braccia da lavoro che invece è una persona con ambizioni e aspettative non tanto differenti dalle loro. Per quest’ultima ragione mi interesso molto alle problematiche dell’immigrazione ed in particolar modo ho preso a cuore i temi della cittadinanza e dell’ uguaglianza. Infatti, il problema del riconoscimento della cittadinanza sia ai figli di immigrati nati in Italia sia ai bambini, che come me, son venuti da piccoli in questa nazione mi è molto caro. La cittadinanza è un tema che mi tocca perché la vedo come un muro che mi separa dai miei coetanei italiani . Infatti siamo cresciuti assieme a scuola dove ci hanno insegnato che il merito e le capacità son il metro di misura di una persona ma mi rendo conto che non è propriamente così perché mi vedo relegata in secondo piano non già per un mio demerito ma per la mancanza di un requisito la CITTADINANZA. Per me il diritto di cittadinanza va oltre il diritto di voto. La cittadinanza è il mezzo che ufficializza ciò che già da tempo sento: la condivisione di valori di questa nazione. Con la cittadinanza potrei effettivamente contribuire ed esser partecipe del progresso dell’Italia con la ricchezza culturale e di valori. Mi batto su questo punto con molta convinzione in modo tale da farlo comprendere a tutti coloro che ritengono che il diritto di cittadinanza coincida solo esclusivamente con il diritto di voto. Oggi posso dire tranquillamente che non vivo dilemmi di identità. L’immagine che mi rispecchia è l’albero: le radici sono le mie origini e i rami la mia Italia. Come l’essenza dell’albero sono le radici e i rami, la mia essenza sono il Senegal e l’Italianità. Amo questo paese e mi riconosco in questo Paese ed aspetto battagliando pacificamente che arrivi il momento in cui gli italiani autoctoni si riconoscano in me come loro concittadina.
L'esperienza della mia collega non che amica Sadio, mi ricorda il mio di percorso molto simile al suo! oggi sn cresciuto in un Paese che pretende di dimenticarmi dopo avermi cresciuto! Ma io questo non lo posso permettere, perchè mi sento di avere il diritto di essere riconosciuto nel mio paese che reputo sia l'Italia! voglio, anzi pretendo di poter contribuire al mio paese da cittadino riconosciuto e Italiano a tutti gli effetti visto il mio percorso di vita qui! E non smettero mai di combatere per questo diritto come lo stanno facendo in tanti che si trovano nella mia stessa situazione! Forza ragazzi facciamoci sentire....facciamoci VEDEREEE!!
RispondiEliminaAmine Kheir Anolf giovani Fermo