
Decine di migliaia di figli d'immigrati nati o cresciuti fin da piccoli in Italia, sentendosi orgogliosamente italiani si stanno battendo affinché il Parlamento legiferi per una legge sulla cittadinanza che dia dignità e pari opportunità a coloro che saranno protagonisti nella società italiana.
Facciamo appello al Presidente del Consiglio dei Ministri affinché il suo Governo lasci da parte le ideologie e le strumentalizzazioni sui temi dell'immigrazione, rendendosi consapevoli che in Italia vivono circa 1 milione di giovani italiani figli dell'immigrazione i quali ancora sono legati ad un permesso di soggiorno. Ecco le contraddizioni assurde del nostro Paese: UN FIGLIO D'IMMIGRATI NATO IN ITALIA CHE DEVE AVERE IL PERMESSO DI VIVERCI.
Inviate per e-mail, l'appello subito di seguito, al Presidente del Consiglio. (berlusconi_s@camera.it - segreteriabonaiuti@governo.it - segreteriadelportavoce@governo.it )
Aiutaci in questa battaglia di civiltà e buon senso.
APPELLO:
All’attenzione dell'On. le Berlusconi
“Non siamo immigrati, non veniamo da un altro paese, non abbiamo attraversato frontiere, siamo qui dall’inizio della nostra vita”.
E’ l’appello delle “seconde generazioni”, delle migliaia di figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, che vanno a scuola con i nostri figli, parlano italiano con le nostre inflessioni dialettali e spesso non conoscono nemmeno il paese da cui provengono i loro genitori.
Si sentono a tutti gli effetti italiani, ma per la nostra legge sulla cittadinanza sono stranieri perché figli di stranieri. Sono giovani italiani che vivono nell’incertezza perché legati a un permesso di soggiorno e in bilico tra questure e uffici immigrazione.
Per quanto tempo ancora l’Italia farà finta di nulla?
Per quanto tempo ancora questi giovani, risorsa tutt’oggi inutilizzata e discriminata, vivranno nell’invisibilità?
I nuovi italiani chiedono risposte per il loro futuro.
Un futuro che, per miopia politica, è ancora negato.
I figli dell'immigrazione dicono basta ai giovani italiani con il foglio di via; chiedono alle Istituzioni di prendere, concretamente e nel più breve tempo possibile, provvedimenti che riconoscano ai figli degli immigrati il diritto allo “jus soli”, riformando l’attuale normativa sulla cittadinanza che, invece, lascia crescere questi ragazzi in una “terra di nessuno”.
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